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Pope: "Franciscan peace is not something saccharine or a kind of pantheistic harmony with forces of the cosmos"

[E]veryone who follows Christ receives true peace, the peace that Christ alone can give, a peace which the world cannot give. Many people, when they think of Saint Francis, think of peace; very few people however go deeper. What is the peace which Francis received, experienced and lived, and which he passes on to us? It is the peace of Christ, which is born of the greatest love of all, the love of the cross. It is the peace which the Risen Jesus gave to his disciples when he stood in their midst and said: “Peace be with you!”, and in saying this, he showed them his wounded hands and his pierced side (cf. Jn 20:19-20).

Franciscan peace is not something saccharine. Hardly! That is not the real Saint Francis! Nor is it a kind of pantheistic harmony with forces of the cosmos… That is not Franciscan either; it is a notion some people have invented! The peace of Saint Francis is the peace of Christ, and it is found by those who “take up” their “yoke”, namely, Christ’s commandment: Love one another as I have loved you (cf. Jn 13:34; 15:12). This yoke cannot be borne with arrogance, presumption or pride, but only with meekness and humbleness of heart.

We turn to you, Francis, and we ask you: Teach us to be “instruments of peace”, of that peace which has its source in God, the peace which Jesus has brought us.
Franciscus
Homily on the Feast of Saint Francis, Assisi
October 4, 2013

See also: Pope's strong words against worldliness in his visit to the Sala della Spoliazione (Hall of the Undressing of Saint Francis), in Italian.


Ha detto il mio fratello Vescovo che è la prima volta, in 800 anni, che un Papa viene qui. In questi giorni, sui giornali, sui mezzi di comunicazione, si facevano fantasie. "Il Papa andrà a spogliare la Chiesa, lì!". "Di che cosa spoglierà la Chiesa?". "Spoglierà gli abiti dei Vescovi, dei Cardinali; spoglierà se stesso". Questa è una buona occasione per fare un invito alla Chiesa a spogliarsi. Ma la Chiesa siamo tutti! Tutti! Dal primo battezzato, tutti siamo Chiesa, e tutti dobbiamo andare per la strada di Gesù, che ha percorso una strada di spogliazione, Lui stesso. E’ diventato servo, servitore; ha voluto essere umiliato fino alla Croce. E se noi vogliamo essere cristiani, non c’è un’altra strada. Ma non possiamo fare un cristianesimo un po’ più umano – dicono – senza croce, senza Gesù, senza spogliazione? In questo modo diventeremo cristiani di pasticceria, come belle torte, come belle cose dolci! Bellissimo, ma non cristiani davvero! Qualcuno dirà: "Ma di che cosa deve spogliarsi la Chiesa?". Deve spogliarsi oggi di un pericolo gravissimo, che minaccia ogni persona nella Chiesa, tutti: il pericolo della mondanità. Il cristiano non può convivere con lo spirito del mondo. La mondanità che ci porta alla vanità, alla prepotenza, all’orgoglio. E questo è un idolo, non è Dio. E’ un idolo! E l’idolatria è il peccato più forte!